Napoli: Waterfront e Parco Urbano nell’area industriale dismessa di Bagnoli

Il progetto per la riqualificazione del Waterfront di Napoli e la realizzazione del Parco Urbano nell’area industriale dismessa di Bagnoli è stato elaborato da AutonomeForme nel 2006 e riguarda un’area di 125 ettari su cui insistono diversi e maestosi padiglioni industriali destinati alle attività produttive di quella che fu una delle principali acciaierie di Europa.

La Piana di Coroglio è stata per circa un secolo lo scenario dell’intreccio tra la fabbrica, la città, l’ambiente ed il paesaggio circostante; oggi la realizzazione del Parco Urbano di Bagnoli punta a risignificare questo luogo simbolico della città di Napoli attraverso una trasformazione ed un riuso che si stratifica sulle tracce delle recenti attività produttive. Una nuova attività produttiva si stratifica sul suolo della vecchia fabbrica. Si afferma un diverso modo di rapportarsi all’esistente, una sensibilità che assegna altissimo valore alla struttura urbana, allo spazio pubblico e collettivo, alla sostenibilità dell’ambiente, all’ecologia.

Il Parco Urbano di Bagnoli rappresenta il fulcro di un contesto ambientale e naturalistico d’eccellenza adeguato ad una città importante come Napoli. La bellezza urbana diventa sempre più importante per l’affermarsi delle città nel mercato globale. La città di Napoli può offrire la sua bellezza in modo sempre più seducente convertendo l’ex area industriale di Bagnoli in una grande attrattiva urbana.

L’approccio progettuale proposto per l’area di Bagnoli costituisce un’interfaccia programmatica per l’attuazione di una politica urbana capace di connettere fenomeni globali a potenzialità e risorse locali. Il parco urbano è il dispositivo innovatore del progetto urbano e definisce un habitat “adattativo” che si pone come prolungamento dello spazio costruito della città e del parco che si diluisce nel paesaggio. Il parco ha inizio con un movimento generato dalla griglia urbana che ordina Bagnoli e gli elementi di archeologia industriale, dal nord del sito verso una interpretazione contemporanea del paesaggio naturale che, a sud, collide con le colline di Posillipo, un’imperfezione geologica che esiste solo sotto la superficie del sito. L’idea é quella di generare il paesaggio ambientale attraverso la morfologia delle creste, colline, valli, conche e pianure, in sovrapposizione con un programma che può cambiare con il tempo assecondando le differenti esigenze culturali che genereranno le variazioni nel parco.

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