Fauna delle fiumare

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Nelle fìumare calabresi tipiche, quali quella dell’Amendolea, la fiumara Bonamico e la fìumara La Verde, si ritrovano fra gli Anfibi il Rospo smeraldino (Bufo viridis) e la Rana italica (Rana italica), piccola rana marrone, un endemismo italiano, essendo la sua diffusione limitata all’Italia peninsulare.
Le condizioni climatiche tipicamente mediterranee del versante ionico favoriscono la presenza di una ampia varietà di rettili: il Ramarro (Lacerta bilineata), una lucertola diurna verde di grandi dimensioni con testa massiccia e lunga coda che rifugge le più calde ore estive riparandosi in luoghi freschi ed umidi frequentando i margini di bosco, cespuglieti, radure erbose, prati, coltivi e pietraie.
La Testuggine comune (Testudo hermanni) è una tartaruga terrestre di medie dimensioni il cui carapace, in media di 20 cm di lunghezza, è fortemente convesso con colorazione a macchie giallastre e nere. Frequenta ambienti sia umidi che secchi e predilige gli habitat a fitta vegetazione. E’ una specie diurna che trascorre le ore più calde della giornata nascosta nella vegetazione o all’ombra dei cespugli. Si nutre sostanzialmente di vegetali (foglie di fìllerea, leccio, mirto, aghi di pino, ecc.), ma integra la sua dieta con molluschi, crostacei, vermi, insetti, carogne ed escrementi.
Fra i serpenti la specie comune è il Biacco (Coluber viridiflavus), caratterizzato da una livrea dorsalmente nera e biancastra nelle parti inferiori. Ma le specie più interessanti sono il Saettone o Columbro d’Esculapio (Elaphe longissima) di costumi moderatemente arboricoli, e il Cervone (Elaphe quatorlineata). Quest’ultimo è il più grosso serpente italiano, potendo raggiungere i due metri e mezzo di lunghezza. La livrea dell’adulto è di colore beige-verde oliva con 4 linee scure (due per lato). Specie termofila, è abbastanza comune nelle radure e ai margini dei boschi, dove caccia mammiferi ed uccelli, che uccide per costrinzione. In Calabria è conosciuto con il nome dialettale di “pasturavacche” per l’errata credenza che vuole che questo rettile si nutra di latte attaccandosi alle mammelle dei bovini.
Infine relativamente comune è la Vipera comune o Aspide (Vipera aspis). Caratterizzata dalla testa chiaramente triangolare con una leggera prominenza della punta del muso verso l’alto, la Vipera è facilmente distinguibile dalla forma della pupilla, che è ellittica e verticale, come nei gatti, mentre tutti gli altri serpenti calabresi hanno pupilla tonda.