Fiumara Amendolea

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Scorre parallelamente alla Fiumara Melito, della quale può essere considerata una sorta di sorella maggiore. Nasce addirittura a 1700 m di quota sotto il Montalto, alle pendici del Monte Pietra Cappella, snodandosi come un serpente tra le montagne e immergendosi con impeto in foreste di faggi, pini larici e abeti bianchi.
Nel suo tratto iniziale, a circa 1300 m di altezza,  l’Amendolea riceve l’acqua del Torrente Menta, per poi formare delle imponenti cascate, note come le Cascate Maesano, infinitamente belle con i loro tre salti successivi e con le loro pozze cristalline e rotondeggianti che contribuiscono a creare un ineguagliabile ritmo musicale. Siamo nel suggestivo borgo di Roccaforte del Greco, avamposto delle comunità ellenofone che ancora oggi popolano questi territori aspri e spettacolari allo stesso tempo. Dopo un tratto accidentato con rocce candide ed enormi intervallate da altre cascate minori e difficilmente raggiungibili, l’Amendolea , ulteriormente alimentato dalle acque del torrente Furia, si scontra con i resti dell’antico borgo di Roghudi (dal greco “roghudios”, dirupo), abbandonato dopo le terribili alluvioni del 1972.
Nel suo tratto finale la grande Fiumara riceve l’affluenza anche della fiumara di Condofuri, creando un incrocio tra due ampi letti di ciottoli rotondeggianti con al centro una formazione rocciosa isolata denominata Rocca di Lupo. Da qui si sviluppano terrazze panoramiche dalle quali è possibile godere di un panorama mozzafiato: da non perdere la visita all’antico borgo di Amendolea, oggi abbandonato e dominato da un castello ormai in rovina, i cui ruderi contribuiscono a creare un’atmosfera magica e misteriosa.