Pentedattilo

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Pente-dactylos (cinque dita) è un piccolo borgo situato nell’area grecanica di Reggio Calabria. Fondato nel VII sec. a.C. dai Calcidesi, è un luogo ricco di fascino in cui è possibile passeggiare tra piccole case ormai in rovina, incastonate ai piedi della gigantesca “mano” di roccia, denominata “Calvario”.
L’abitato, colpito a più riprese da disastrose calamità naturali – la più drammatica fu il terremoto del 1783 – e minacciato dai crolli della roccia, è stato completamente abbandonato negli anni sessanta, quando un decreto di sgombero, ritenuto indispensabile e urgente, costrinse gli abitanti a spostarsi a valle.
Oggi, il borgo antico è icona turistica e culturale della Regione Calabria; diventando, per l’intensità delle attività di recupero e di promozione culturale, un “caso studio”. L’ONLUS pro-Pentedattilo – composta da associazioni locali e internazionali, abitanti del paese e persone che credono nell’esperienza di recupero – dal 1996 ha realizzato eventi educativi e formativi che, con il loro lavoro volontario, hanno contribuito notevolmente al recupero culturale, artistico e architettonico del borgo. Grazie a finanziamenti comunitari, è stato possibile impiegare manodopera specializzata per il recupero strutturale del paese e il restauro di alcune abitazioni con finalità di turismo sostenibile.
Ad ammaliare i turisti, l’eccezionale bellezza paesaggistica di Pentedattilo: ginestre, mandorli, ulivi, agrumi e fichi d’india inquadrano e colorano, secondo la stagione, scorci di mare e di montagna. Addentrandosi lungo i vicoli e i sentieri, tra erba alta e gradini, si giunge ai resti del castello. Qui lo sguardo si perde fino a incontrare l’Etna fumante; per poi rincorrere Bova – capitale dell’area grecanica – la rocca di Santa Lena e gli spuntoni arenari di Prasterà, eremo del monaco bizantino S. Elia.