Materiale esplosivo

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Il 16 maggio 2014 i sommozzatori della Marina militare hanno iniziato le operazioni di recupero del tritolo contenuto nella stiva del mercantile “Laura C” affondato da un sommergibile nel 1943 al largo della costa calabrese, davanti Saline Ioniche. Le operazioni si svolgono sotto il coordinamento del capo della Dda di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho, mentre l’esplosivo sarà preso in carico e sequestrato dalla squadra mobile.
Il tritolo sequestrato sarà poi sottoposto ad analisi per accertare se sia dello stesso tipo di quello utilizzato a Reggio negli ultimi mesi per compiere attentati contro tre locali in costruzione o ristrutturazione e distrutti prima che potessero aprire. Della presenza del tritolo all’interno della nave si ha notizia sin dal 1995. La “Laura C”, 150 metri di lunghezza e 20 mila tonnellate di stazza, è adagiata sul fondale ad una sessantina di metri di profondità. Venne affondata nella primavera del 1943 da un sommergibile inglese, ma della sua distruzione se ne ebbe notizia nei registri navali solo due anni dopo. In base ai registri trasportava stoffe, liquori e macchine utensili, ma una serie di sopralluoghi compiuti dai sub della marina e della polizia a metà degli anni ’90 portarono alla scoperta del tritolo che le voci dell’epoca quantificarono in 700 tonnellate.
Nel corso degli anni gli investigatori hanno accertato che la nave era diventata un deposito a disposizione delle cosche della ‘ndrangheta. Per evitare prelievi, la nave fu piombata. Tuttavia, anche recentemente, partite di tritolo dello stesso tipo di quello contenuto nella Laura C sono state sequestrate dalle forze dell’ordine in varie zone del reggino. Ed anche per gli ultimi attentati compiuti in città sarebbe stato utilizzato lo stesso esplosivo. Circostanze che hanno indotto la Dda a fare rimuovere completamente l’esplosivo.